EP, Drakkar Productions, 2012
C’è sempre qualcuno nel nostro paese che storce il naso quando ascolta un brano Black Metal cantato interamente in Italiano, ritenendo questo linguaggio inadatto al genere o addirittura ridicolo. Naturalmente non è il mio caso: ho sempre amato molto i pezzi scritti nella mia lingua, che ritengo una lingua musicale e dai toni molto fieri; l’unica cosa ridicola, per quanto mi riguarda, è il vergognarsi dei propri costumi. E questo, io credo, è un pensiero condiviso anche dai nostrani Imago Mortis di Bergamo che, nella scena dal 1994, in questi ultimi anni hanno concentrato appunto la stesura delle lyrics totalmente in direzione dell’italiano, ma non solo: in alcune occasioni, per i testi è stato scelto niente meno che il dialetto bergamasco, come in uno dei brani di questo “Sgàbula”, breve EP di cui sto per parlarvi.
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- Lo Staff di Nocturnal Poisoning.
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venerdì 19 ottobre 2012
giovedì 11 ottobre 2012
Tortorum - "Extinctionist"
Full-lenght, World Terror Commitee, 2012
Nonostante il passare del tempo, la Norvegia, da sempre la culla del Black Metal, riesce a dare alla luce sempre nuove ed interessanti creazioni. In questo caso prendiamo in esame i Tortorum ed il loro disco di esordio “Extinctionist”, un lavoro che sin dal primo ascolto si rivela subito avvincente, riuscendo senza sforzo a catturare l'attenzione dell'ascoltatore.
Nonostante il passare del tempo, la Norvegia, da sempre la culla del Black Metal, riesce a dare alla luce sempre nuove ed interessanti creazioni. In questo caso prendiamo in esame i Tortorum ed il loro disco di esordio “Extinctionist”, un lavoro che sin dal primo ascolto si rivela subito avvincente, riuscendo senza sforzo a catturare l'attenzione dell'ascoltatore.
mercoledì 10 ottobre 2012
Misere Nobis - "Fade Away Gradually, My Hope…"
Full-lenght, Pest Productions, 2012
Scrivere musica che sappia scavare fino alle tormentate profondità delle emozioni volutamente rimosse è complesso. Non è lo stesso di imbracciare la sei corde, impostare una distorsione oscena ed urlare liriche scevre da qualsiasi coinvolgimento sentimentale prima che cerebrale. Non è lo stesso di dilaniare l’udito ripetendo ossessivamente gli stessi tre o quattro accordi minori, chiamando tale operazione “creazione dell’atmosfera”. E non me ne voglia sua maestà Ildjarn, che con i suoi Landscape ha posto la prima pietra di una rivoluzione minimalista fin troppo osannata. Occorrono talento, esperienze, di quelle che deturpano la pelle, desiderio di incrociare lo sguardo con la figura allo specchio, scavata e dal volto deforme. Sarebbe sfuggire alle proprie responsabilità non confrontarsi con la paura della propria immagine.
Scrivere musica che sappia scavare fino alle tormentate profondità delle emozioni volutamente rimosse è complesso. Non è lo stesso di imbracciare la sei corde, impostare una distorsione oscena ed urlare liriche scevre da qualsiasi coinvolgimento sentimentale prima che cerebrale. Non è lo stesso di dilaniare l’udito ripetendo ossessivamente gli stessi tre o quattro accordi minori, chiamando tale operazione “creazione dell’atmosfera”. E non me ne voglia sua maestà Ildjarn, che con i suoi Landscape ha posto la prima pietra di una rivoluzione minimalista fin troppo osannata. Occorrono talento, esperienze, di quelle che deturpano la pelle, desiderio di incrociare lo sguardo con la figura allo specchio, scavata e dal volto deforme. Sarebbe sfuggire alle proprie responsabilità non confrontarsi con la paura della propria immagine.
giovedì 4 ottobre 2012
Kvlt Of Hiob - “Thy Kingly Mask”
Full-lenght, Blut & Eisen Productions, 2012
Quando voglio dare sfogo al mio desiderio di sentire nella musica un certo “fanatismo religioso” anti-cristiano, nera sacralità rituale o potenti climax di odio liturgico scagliati direttamente contro le porte dei cieli, la cosa più semplice da fare sarebbe mettere su uno qualsiasi dei lavori targati Funeral Mist, che ormai io reputo già dei classici, e attendere che la supplicante voce di Arioch mi trasporti nel pieno della blasfema cerimonia che lui stesso sta tenendo. Oppure mi rivolgo ai Deathspell Omega o agli ultimi Behexen, anche loro sono altrettanto validi. Ma dallo scorso maggio a questa parte, un nuovo moniker si va ad aggiungere alla lista dei celebranti di nere funzioni religiose che destano il mio interesse: i tedeschi Kvlt Of Hiob, di cui il loro esordio di quest’anno “Thy Kingly Mask” verrà preso qui di seguito in attento esame.
Quando voglio dare sfogo al mio desiderio di sentire nella musica un certo “fanatismo religioso” anti-cristiano, nera sacralità rituale o potenti climax di odio liturgico scagliati direttamente contro le porte dei cieli, la cosa più semplice da fare sarebbe mettere su uno qualsiasi dei lavori targati Funeral Mist, che ormai io reputo già dei classici, e attendere che la supplicante voce di Arioch mi trasporti nel pieno della blasfema cerimonia che lui stesso sta tenendo. Oppure mi rivolgo ai Deathspell Omega o agli ultimi Behexen, anche loro sono altrettanto validi. Ma dallo scorso maggio a questa parte, un nuovo moniker si va ad aggiungere alla lista dei celebranti di nere funzioni religiose che destano il mio interesse: i tedeschi Kvlt Of Hiob, di cui il loro esordio di quest’anno “Thy Kingly Mask” verrà preso qui di seguito in attento esame.
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