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- Lo Staff di Nocturnal Poisoning.

venerdì 14 novembre 2014

The Great Old Ones - “Tekeli-Li”

Full-lenght, Les Acteurs De L'Ombre Productions, 2014


Rieccomi, dopo una lunga assenza, a scrivere sulle pagine di Nocturnal Poisoning Webzine. Lo faccio con i Great Old Ones, a cui il nostro valente Pravus aveva già dedicato ampio spazio recensendo il disco d'esordio “Al Azif”. Dopo due anni da quell'ottima prova, il quintetto francese torna alla carica con un nuovo Full-lenght: “Tekeli-Li”. Probabilmente ad alcuni di voi il titolo non suggerirà nulla, ma chi adora Lovecraft (come il sottoscritto), non potrà non avere un fremito immaginando le mostruose creature protoplasmatiche schiave (in principio, almeno) degli Antichi.

mercoledì 5 novembre 2014

Burian - "Rancore"

EP, Autoprodotto / Indipendente, 2013


Fenriz dei Darkthrone una volta disse: “Il Black Metal non è innovazione. Non lo è perché è inderogabilmente legato all'underground, alle registrazioni puzzolenti effettuate in cantina, pregne di corna alzate, bestemmie poetiche e sudore appiccicoso”. I Burian, band nostrana da Latina, nel loro esordio hanno colto questo insegnamento, proponendo un Black Metal sfacciato e senza compromessi.

martedì 4 novembre 2014

Krowos / Mystica Nox / Mors Spei - “Under The Veil Of Death”

Split, Black Orgon Records, 2014


Ciò che vi viene presentato oggi dal sottoscritto è uno Split tutto italiano, le cui malvagie radici affondano nel sud del nostro paese; il disco è suddiviso in tre parti: le prime due sono occupate dalle band siciliane Krowos e Mystica Nox, mentre l'ultima dalla One man band campana Mors Spei.

martedì 26 agosto 2014

Ierru - “Contos De Foghile”

Full-lenght, Autoprodotto / Indipendente, 2014


Ritengo sempre molto interessanti i progetti Black Metal che utilizzano come fonte d’ispirazione il proprio background folkloristico: ce ne sarebbero veramente un’infinità da citare, molti dei quali hanno avuto successo anche mondialmente, e tutti loro ci hanno raccontato, a loro modo, qualcosa della loro terra e delle loro origini, le loro tradizioni e le leggende che si tramandano di padre in figlio da generazioni, usando talvolta gli strumenti musicali tipici del loro paese e cantando nella propria lingua d’origine per arricchire il contenuto dei dischi. Purtroppo, però, quando la componente folkloristica è forte ma manca tutto il resto, la band, nonostante gli enormi sforzi per rendere il proprio lavoro ricco del suo patrimonio storico, fallisce comunque, perché naturalmente la cosa più importante in un disco musicale è, appunto, la musica, concetto che di certo non sono io a dover spiegare.